Google+ Applicazioni Grafiche: giugno 2014

lunedì 30 giugno 2014

Le Stonote Saga - Pause di Riflessione

Licenza Creative Commons
Le Stonote - Saga di Flame Creations Lab. è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.






domenica 29 giugno 2014

Made In Italy

La maggior parte dei nostri lavori sono progetti personali, ci teniamo quindi a ricordare, che se tali immagini ti piacciono e le vorresti utilizzare per un tuo progetto pubblicitario, PUOI ACQUISTARLE DA NOI. 

Contattaci alla nostra mail: flamecreations@virgilio.it
oppure al seguente numero telefonico: 3491979223 (disponibile anche su WhatsApp)

Discuteremo insieme i termini di utilizzo delle nostre immagini. Inoltre se non sai come creare da solo il tuo progetto grafico, puoi affidarti sempre a noi per la sua realizzazione. Cosa stai aspettando? Dai corpo alla tua immaginazione. Guarda tutti i nostri lavori anche su Behance oppure su questo stesso BLOG.


Flame Creations Lab. dedica all'expo di Milano 2015 il progetto "Made in Italy". Un progetto dedicato al cibo e alla tradizione italiana, simbolo nel mondo di garanzia e qualità.



Licenza Creative Commons
Made In Italy di Flame Creations Lab. è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Cavetto o TELEcomando per Scatto remoto AUTO COSTRUITO Per Nikon, Canon e Compatte



Intanto possiamo dividere le macchine Nikon e Canon in due tipi quelle che hanno un entrata Jack apposta per il cavetto di controllo remoto (come molte Canon) e quelle che hanno una presa USB micro (la Nikon D3000 ad esempio) 

- Nel caso della Canon con il Jack Basta utilizzare anche un vecchio auricolare, il jack che va nel telefono entra anche nell'attacco per il cavo remoto delle Canon e al momento di schiacciare il pulsante che sull'auricolare serve a rispondere alle chiamare farà scattere la la macchina fotografica

- Nel caso delle Nikon con micro USB é un po più complicato trovare i fili giusti od un cavetto da recuperare e in cui saldare i fili ad un pulsante in modo che premendo questo la macchina scatti, ma fortunatamente molte Nikon hanno un comando IR a cui si può agganciare un telecomando. In questo caso possiamo programmare un telecomando universale per la Tv sulla frequenza della macchina ed utilizzare quest'ultimo, anche più comodo del cavetto.

- Nel caso abbiate una compatta  in questo caso dobbiamo proprio ingegnarci per bene! perché le compatte (poiché sono economiche) non hanno ingressi adeguati per i cavetti per il controllo remoto ne un sensore IR per riceve segnali, non ci resta che costruire una vera è propria prolunga della nostra mano con tanto di dito che schiaccia il pulsante e più avanti in questo articolo vedremo come!

Comando remoto per Nikon D50, D70, D200....D3000, D7000....

Utilizzare un Telecomando TV Universale

*Impostare la Reflex su comando IR
*Settare il telecomando per l'immissione del codice (la procedura può variare)
*Inserire il codice "298" (per i telecomandi che chiedono 4 cifre inserire "0298")
*Premere il tasto "CH-" per scattare (su alcuni telecomandi è "VOL-")


Come si può vedere Chiaramente Dal Video:

video

Ha un buona portata se si scatta con la macchina rivolta verso di se possiamo anche arrivre a 10 - 15 metri di distanza, ma se siamo dietro alla macchina (dal lato dello schermo per intenderci) allora la portata scende drammaticamente a 1,5 massimo 2 metri a meno che non si voglia assumere strane postazioni per far giungere al sensore IR i nostri comandi. Ma se il telecomando ci serve da vicino giusto per non far vibrare la macchina quando scattiamo allora funziona benissimo


Comando remoto per Canon EOS 450D

Mi sono stancato di prezzi gonfiati senza alcun senso e ritegno, quindi ho deciso di autocostruirmi il comando remoto per scattare le foto ai campi stellari e non solo con tempi arbitrariamente lunghi. 

La Canon EOS 450D, come una buona parte delle digital single-lens reflex camera (DSLR), permette la gestione remota via cavo con un'apposita pulsantiera o remote switch, chiamato RS-60E3.
La fotocamera utilizza tre segnali per la gestione del controllo remoto: una massa o GND, SCATTO e AUTOFOCUS (AF), disponibili alla presa jack che è di tipo stereo da 2,5mm di diametro.
Questi tre segnali tornano utili per svolgere alcune funzioni di scatto da remoto, sia in automatico, sia nella posizione manuale, sia BULB per le esposizioni temporizzate di durata arbitraria. Con pochi componenti, per una spesa che si aggira sui 6 Euro, è facile costruirsi un telecomando compatibile con le più recenti Canon EOS presenti sul mercato.
Servono:

♦ un adattatore jack stereo da 3,5mm a 2,5mm;
♦ uno spinotto jack stereo da 3,5mm;
♦ 2 metri di cavo tripolare oppure un bipolare munito di garza schermante;
♦ due pulsanti normalmente aperti;
♦ un interruttore a levetta;
♦ una scatoletta o qualsiasi altro contenitore che possa essere tenuto agevolmente in mano.
Lo spinotto jack stereo ha tre terminali che nel caso dei segnali utili alla gestione dello scatto remoto assumono il significato indicato in figura:


Una volta svitato il jack dalla guaina scorrifilo, rimangono scoperte tre lamelle di tre diverse lunghezze, che sono collegate ai tre terminali. Alle lamelle andranno saldati i tre fili o i due fili e la garza schermante del cavo. Per convenzione, in genere, la lamella più lunga è quella relativa alla massa o GND, quella intermedia è connessa al segnale AUTOFOCUS e della più corta al segnale di SCATTO. Verificare preventivamente con un tester la continuità dei segnali, il mio spinotto jack era difettoso e sono dovuto ricorrere ad un ponticello di stagno.
I colori contano, pertanto nell'esempio utilizzo il nero per il segnale GND, il rosso per SCATTO e il blu per AUTOFOCUS (AF) In base a questa convenzione, i capi liberi dall'altro lato del cavo, andranno collegati secondo lo schema, ai due pulsanti e all'interruttore, cui si assegnano specifiche etichette:


Una volta completate le saldature e verificata la continuità dei segnali con un tester, è possibile inserire pulsanti ed interruttori nel contenitore, quindi innestare il jack da 3,5mm nel riduttore da 2,5mm e quest'ultimo nella presa della macchina fotografica, che si trova tra la USB e VIDEO-OUT (vedere il disegno) badando d'inserirlo bene a fondo (si dovrebbe percepire un po' di resistenza, quindi uno scatto).



Tabella per l'utilizzo del comando remoto Con la camera in modalità AUTOMATICA

  • pressione del tasto AF e mantenimento = messa a fuoco e abilitazione SCATTO
  • successiva pressione del tasto SCATTO = scatta la fotoCon la camera in modalità MANUALE
  • pressione del tasto AF e mantenimento = messa a fuoco (se attiva) e abilitazione SCATTO
  • successiva pressione del tasto SCATTO = scatta la foto con i parametri impostatiCon la camera in modalità BULB

Con la funzione di ribaltamento specchio disattivata

  • interruttore a levetta TOGGLE in posizione ON = messa a fuoco (se attiva) e abilitazione SCATTO
  • prima pressione del tasto SCATTO = apertura dell'otturatore
  • seconda pressione del tasto SCATTO = chiusura dell'otturatore

Con la funzione di ribaltamento specchio attivata
  • pressione del tasto AF e mantenimento = messa a fuoco (se attiva) e abilitazione SCATTO
  • pressione del tasto SCATTO = ribaltamento specchio
  • rilascio del tasto AF (necessario, ma nessuna azione corrispondente)
  • interruttore a levetta TOGGLE in posizione ON = abilitazione SCATTO
  • pressione del tasto scatto = apertura dell'otturatore e avvio del tempo di esposizione
  • interruttore a levetta TOGGLE in posizione OFF = chiusura dell'otturatore (foto scattata) e riposizionamento dello specchio.


Controllo Remoto Sulle Compatte Vediamo come fare



Come si sul dire: “il bisogno aguzza l’ingegno”. Infatti questo signore, dopo aver acquistato un cavalletto per sistemare la machina fotografica, ha deciso di autocostruirsi un dispositivo per azionare lo scatto a distanza.

Così, spendendo meno di 10$, ha preso un cavo flessibile pneumatico collegato ad una armatura in legno sagomata ad hoc e all’altra estremità con una pompetta. Azionando quest’ultima, la pressione indotta fa fuoriuscire un pistoncino che -fungendo da dito- pigia il pulsante e scatta la foto.
Ovviamente, la lunghezza del cavo è a piacere e rende possibile lo scatto di foto naturalistiche in cui la presenza umana potrebbe infastidire il soggetto, come quella del colibrì visibile dopo il salto, oppure per farsi delle foto senza usare l’autoscatto.

Anche se Dovrebbe Sistemare Meglio il fuoco!


Fonte: 
astronomia.comze.com
www.gadgetblog.it

Fluidi in raccolta

La maggior parte dei nostri lavori sono progetti personali, ci teniamo quindi a ricordare, che se tali immagini ti piacciono e le vorresti utilizzare per un tuo progetto pubblicitario, PUOI ACQUISTARLE DA NOI. 

Contattaci alla nostra mail: flamecreations@virgilio.it
oppure al seguente numero telefonico: 3491979223 (disponibile anche su WhatsApp)

Discuteremo insieme i termini di utilizzo delle nostre immagini. Inoltre se non sai come creare da solo il tuo progetto grafico, puoi affidarti sempre a noi per la sua realizzazione. Cosa stai aspettando? Dai corpo alla tua immaginazione. Guarda tutti i nostri lavori anche su Behance oppure su questo stesso BLOG.

La difficoltà maggiore è stata azzeccare le luci e come esse, dovevano creare ombre e riflessi su questi meravigliosi momenti turbinosi, uno diverso dall'altro. Ma non è bastato questo! Infatti queste fotografie sono servite come base per creare fantastici vestiti e per ricoprire oggetti di ogni genere. Era quindi solo l'inizio! Una raccolta dei nostri lavori fino ad ora:





venerdì 27 giugno 2014

Le Stonote Saga - L'uscita


Licenza Creative Commons
Le Stonote - Saga di Flame Creations Lab. è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.









Archivio IDEE - Plastica gomma e PET - I rifiuti si trasformano in sconti con Plasturgica.

Avviato a Roma in zona Talenti il primo progetto della ditta svizzera. Gli utenti riceveranno coupon e sconti in cambio di bottiglie di plastica e lattine. Come funziona? Ce lo spiega Vittorio D’Orazio di Plasturgica





Inserisci la bottiglia e prendi il tuo coupon: a Roma i rifiuti si trasformano in sconti grazie all’iniziativa dell’azienda Plasturgica.

L’azienda Plasturgica è leader in Europa del Plastic Upcycling, ovvero il processo di conversione di materiali plastici in materiali o prodotti di migliore qualità. Per fare questo è ovviamente necessario raccogliere la materia prima: plastica, vetro, alluminio, o meglio come si dice tecnicamente “materia prima-seconda”
Plasturgica si è specializzata in PET , quella delle bottigliette d’ acqua.
Ed è proprio in questo senso che l’azienda si sta muovendo a Roma con una iniziativa davvero particolare. È stato infatti installato a piazza Capri (Municipio III - Talenti/Montesacro) il primo di una serie di compattatori in grado di ridurre il volume dei rifiuti fino al 90%. I macchinari hanno le dimensioni di un armadio e possono essere installati nei negozi, nelle scuole e negli uffici. Il budget per l’area Roma, è di 100 elettrocompattatori per il 2014.

Ma qual è la reale novità ? Quali i vantaggi per i cittadini? Vittorio D’Orazio, agente romano della Plasturgica lo ha raccontato ad Eco dalle Città.

“Questi macchinari offrono vantaggi a tutta la cittadinanza; non sono solo dei compattatori di materiale, quali le bottiglie d’acqua , ma consentono di mettere in moto l’economiadi un quartiere o di una città. Infatti, ogni qualvolta viene immessa una bottiglia all’interno del macchinario, immediatamente verrà emesso un coupon con sconti ed offerte spendibile in uno degli esercenti convenzionati. In più, l’esercente, l’azienda o l’ente che vorrà ospitare il macchinario avrà una riduzione della tanto temuta Tares.”

Quali sono i costi per l’affiliazione?

“Non vi sono costi di affiliazione. I couponer, cioè gli esercizi commerciali, pagano il servizio di raccolta qualitativo a Plasturgica, facendo comunicazione ai clienti educati ed interessati a questo ramo dell’ecologia.  Difatti, il materiale inserito non è “un rifiuto”, ma un concreto gesto che nasce dal cittadino “all’avvio di impianti di riciclo privato” ( così come dice la normativa ) in quanto “non intende disfarsi”, ma bensì trarsi vantaggio economico, in controtendenza a quanto definisce il regolamento in materia di rifiuti. I costi che sopportano i Couponer, ovvero per inserire i propri coupon nel macchinario, sono davvero irrisori. Per chi vorrà ospitare la macchina invece potrebbe essere senza alcuna spesa, se vi sarà una raccolta in certe quantità al giorno. Noi di Plasturgica ci occuperemo direttamente dell’installazione e dell’assistenza, nonché del recupero del materiale e della spedizione verso il centro di raccolta”.

Parliamo di consumi.

“I consumi della macchina sono ovviamente bassissimi. La Plasturgica è attenta all’ambiente anche in questo senso. La tecnologia, la meccanica, la telemetria ( ogni macchina è controllata in rete internet ) sono delle più sofisticate. Ogni macchinario è infatti dotato di un sistema di standby intelligente: una fotocellula attiva la elettrocompattatore solo quando viene introdotta la bottiglia mentre il resto del tempo rimane dormiente.”

È il primo tentativo in Italia?

“No, abbiamo già felicemente lanciato la stessa iniziativa in Brianza, vicino alla sede della Plasturgica, che è in Svizzera nel Canton Ticino, subito dopo Como e Varese, dove sono stati già resi attivi alcuni compattatori uguali a questo romano. Ma in questo periodo lo stesso tipo di macchina sta per essere installato anche a Firenze, Napoli, Messina, Bari, Venezia, Torino. Nel 2014 saranno in Italia almeno 500”.

Si possono riciclare tutti i materiali plastici con questi macchinari?

“Purtroppo riciclare la plastica non è facile come potremmo immaginare. Soprattutto perché esistono molti tipi diversi di plastica che si differenzia a seconda del colore, della composizione e dello spessore. Per ora i compattatori che abbiamo a Roma sono stati installati per il ritiro di materiale in PET e delle lattine di alluminio, ma in un prossimo futuro ne saranno installati altri in grado di ricevere i flaconi in HPDE e LPDE. Ogni materiale plastico necessità di accorgimenti tecnici specifici, vuoi per potenza impiegata, o temperatura di azione della parte meccanica per la deformazione della plastica in forma compattata”.

Che fine fa la plastica raccolta nei macchinari?

“Tutte le bottiglie e le lattine vengono stipate in un centro temporaneo di conferimento che provvederà a compattarle ulteriormente in balle da 300 chili che verranno poi spedite in speciali centri di riciclo upcycling dove gli verrà data nuova vita”. 


Ma se nelle vostre città non fosse ancora arrivata ecco una lista di idee per riutilizzare la plastica senza sprechi!



















































































































Fonte: www.ecodallecitta.it