Google+ Applicazioni Grafiche: HDR con foto singola e con più foto come e perché

martedì 17 giugno 2014

HDR con foto singola e con più foto come e perché




Un po' di storia:
L'HDR acronimo dell'inglese High Dynamic Range (alta gamma dinamica) è una tecnica fotografica che permette di rappresentare i valori di illuminazione di uno scatto facendo utilizzo di un'area dinamica più ampia. Il primo che utilizzò la tecnica con la pellicola fu Charles Wyckoff negli anni '30 e 40' e divenne famosa una sua foto delle fasi di una esplosione atomica finita sulla copertina di Life magazine nei primi anni quaranta. Diversi studi seguirono accompagnati da nuove ricerche sulla fisica della luce e nuove conquiste in campo delle emulsioni fotografiche, ma il vero boom si ebbe nel 1997 quando Paul Debevec applicò per la prima volta la tecnica alla computer grafica alla luce di differenti studi e pubblicazioni di teorie su immagini diversamente esposte pubblicate nei primi anni '90.

La tecnica con più foto:
Gli ingredienti fondamentali per creare una immagine digitale HDR ai giorni nostri sono principalmente 3:

1) Un treppiedi ben stabile
2) Una reflex digitale che possegga la funzione di "Bracketing"
3) Un personal computer

Poiché per realizzare una foto HDR c'è bisogno di eseguire vari scatti ad esposizioni differenti di una stessa scena per poi combinarli sul computer, è fondamentale che eseguiate gli stessi su di un cavalletto. Io personalmente sono affezionato al mio piccolo e leggero Velbon CX mini, è un tripode di plastica a tre sezioni e raggiunge l'altezza di 60cm. Per i tempi di esposizione che utilizzo di solito è abbastanza stabile e non mi ha mai tradito, anche il prezzo è molto contenuto.

Posizionate la vostra reflex digitale sul treppiedi, impostate la modalità manuale, bilanciate il bianco ed esponete correttamente la scena da fotografare. Dovete adesso impostare l'intervallo di bracketing. Io come standard utilizzo un bracketing con tre scatti distanziati fra loro di 2 livelli di esposizione. +2ev, -2ev ove EV significa Exposure Value. Naturalmente la macchina fotografica in questo modo esegue lei il calcolo delle esposizioni successive sempre però in relazione allo scatto iniziale che avremo esposto autonomamente noi. Questo significa che se il primo scatto lo facciamo sottoesposto anche la nostra immagine finale risulterà ahimé sottoesposta. Facciamo quindi molta attenzione a calcolare la corretta esposizione.

Come esempio vi porto i tre scatti che ho realizzato per la foto presentata ai quarti di finale nel campionato, ho scelto volutamente una inquadratura dal basso perché volevo dare al soggetto un maggiore impatto visivo, anche l'uso di un obiettivo grandangolare spinto serviva a rendere questa sensazione:

0 EV, Nikon D70, Tokina 12-24 F/4, 15mm, F/10, 1/60s


-2 EV

+2 EV

Ora viene il bello.... Le tre fotografie dovranno essere unite per crearne una unica a 24bit contro gli 8bit iniziali ove i bit in più saranno utilizzati per salvare una matrice di dati legati ai valori cromatici e di luminosità calcolati da ciascuna delle tre foto.

Per eseguire questa unione io solitamente utilizzo un software chiamato Photomatix Pro, acquistabile (Una sua versione in prova gratuita è disponibile a questo link), Ad essere sincero, anche se in giro se ne dice un gran bene, il sottoscritto non è che si sia trovato proprio a suo agio utilizzando questo programma ma, si sa, io sono un vecchio trombone tradizionalista e rimango strenuamente attaccato alle mie convinzioni da matusa… ma anche Photoshop dalla versione CS2 in poi consente di unire le foto. A seguire ho messo il procedimento con Photoshop 

il procedimento eseguito con Photomatix:

1) Caricare le immagini, il software vi fornisce una pratica plancia, scegliete dal menù: HDR -> Generate HDR e selezionate i tre scatti con le diverse esposizioni:



2) A questo punto il software capirà in automatico dai dati Exif della fotografia i differenti valori dell'esposizione e provvederà a calcolare con l'algoritmo matematico al suo interno, tutta la matrice di crominanza e luminanza della vostra foto. L'immagine unita non potrà essere visualizzata in colori reali utilizzando il monitor e quindi apparirà scura. Ma esiste però una piccola finestrella chiamata HDR Viewer che vi consentirà comunque di eseguire la preview di ciò che puntate con il mouse, nel mio caso il faro sinistro del tram:



3) TONE MAPPING: adesso arriva la parte forse più importante di tutto il procedimento, è una via di mezzo fra una forma d'arte e freddi calcoli matematici... Si chiama mappa tonale ed è praticamente il laboratorio con il quale decideremo, impostando vari parametri, come apparirà la nostra foto alla fine del procedimento. Lasciando i parametri di default del software quando dal menù sceglieremo: HDR->Tone mapping il risultato sarà il seguente:



Questo è un HDR soft, di solito utilizzo qualcosa di simile in altre mie foto che ho pubblicato, questo poiché mi piace che l'immagine finale mantenga una certa naturalezza, ma questa volta sempre per fornire maggiore impatto al soggetto, ho deciso di spingere un po' di più i parametri che avevo a disposizione.


4) Nel dettaglio ho utilizzato i seguenti valori dei parametri, premetto che le combinazioni sono pressoché infinite, quindi il consiglio che posso darvi è quello di provare voi stessi a variare i valori per capire meglio su cosa influisca ciascuno di essi:

a) Strenght =100% (è la percentuale di HDR che dovrà contenere l'immagine il default è 70%)

b) Color Saturation=89% (quanto voglio che il colore appaia saturo, il default è 46%)

c) Light smoothing=3 (consente di agire direttamente sulle sfumature della luce presente nella scena, il valore di default è 4)

d) Luminosity=-3 (varia la luminosità assoluta della scena il default è 0)

e) Microsmoothing=16 (consente di agire sulla nitidezza dei dettagli, il default è 2)

f) White Clip=2,531% (Permette di decidere quanta percentuale della immagine sovraesposta fra le tre vogliamo che influisca sulla foto finale, il valore di default è 0,250%)

g) Black Clip=4,012% (come il white ma qui è la percentuale della foto sottoesposta ad essere controllata, il default è 0%)



Come vedete rispetto ai valori di default l'immagine risultante è più carica nei colori e sfrutta appieno le qualità sia dell'immagine sottoesposta che di quella sovraesposta. A questo punto posso decidere di salvarla così, posso scegliere se in formato TIF a 12bit oppure JPEG ad 8bit, ed il risultato sarà il seguente:



5) A questo punto siamo pronti ad importare la foto in Photoshop per i ritocchi finali. Una volta aperto il file dovremo per prima cosa regolare l'esposizione, dal menù: Immagine->Regolazioni->Esposizione, riducete di poco i valori di Spostamento e Gamma ed aumentate di poco il valore Esposizione.
Ora tocca alla riduzione dei toni gialli, poiché il procedimento dell'HDR satura troppo questo colore, lo dobbiamo ridurre, in Photoshop selezionate CTRL+U e poi CTRL+2 e riducete di almeno 30 punti il valore di saturazione dei gialli.

Abbiamo quasi finito, applichiamo se necessario una lieve maschera di contrasto con raggio 2pixel e se vi piace un effetto Orton al 15-20% ed eventualmente una cornice. Il risultato finale che io ho ottenuto con questi accorgimenti è il seguente:



Se siete stati veloci, e dopo un po' di pratica eliminando il tempo necessario ad eseguire gli scatti, dovreste cavarvela con un'oretta, due di post-produzione. Vi allego qualche altro esempio di scatti che ho realizzato utilizzando questa tecnica:

il procedimento eseguito con Photoshop CS5:

nel seguente tutorial, vi proporrò la “costruzione” di un’immagine HDR avvalendomi della funzione Unisci come HDR pro[presente nel menù File > Automatizza] della versione CS5 di Adobe Photoshop (vedi fig.3).



fig.3: File > Automatizza > Unisci come HDR pro

NOTE: 1) perché Photoshop CS5 se questa funzione è presente sin dalla versione CS2? E’ presto detto: perché nelle versioni CS3 e CS4 questa funzione faceva schifo! C’è addirittura chi sostiene che “Unisci come HDR pro” sia, tra tutte, la funzione maggiormente migliorata rispetto alle varianti precedenti del programma. Svelato l’arcano. 2) mi scuso anticipatamente se, per caso, nel corso dell’esposizione dovessi commettere qualche “svista linguistica”, ma il Photoshop CS5 in mio possesso è una versione in inglese, pertanto potrebbero generarsi delle discrepanze nella traduzione delle voci di menù. Thank you for being so considerate …




fig.4: finestra d'inserimento dei files sorgente in "Unisci come HDR pro"

1. una volta cliccato su Unisci come HDR pro, ho selezionato tre immagini scattate con esposizione a forcella di ±2 stop, realizzate con una Canon EOS 1Ds (vedi fig.4): l’immagine non compensata, quella centrale, è stata realizzata a 125 ISO e 1/60 sec.; tramite la modalità a priorità di diaframmi, Av, ho fissato a f/5.6 l’apertura per tutte e tre le foto (vedi fig.5).




fig.5: i files "sorgente": -2 stop, 0 e +2 stop (ph.: A. Lo Torto, 2011)

2. dopo qualche istante si apre la finestra di dialogo di Unisci come HDR pro con le impostazioni predefinite applicate: sotto l’anteprima principale, potete vedere le tre immagini scelte per creare l’esposizione, mentre in alto a destra è visibile un menù che riporta Adattamento Locale(l’unica opzione che vi consiglio di utilizzare. Le altre sono inutili. fig.6).

3. a questo punto ho modificato le impostazioni predefinite. Buona parte del lavoro di editing consiste nel trovare il bilanciamento ottimale tra i due cursoriBagliore bordo: il raggio controlla la dimensione del bagliore del bordo intorno agli oggetti, mentre l’intensità regola il suo contrasto. Spostate questi due cursori di piccoli incrementi e non avrete problemi (per l’immagine in questione, ho usato rispettivamente 180 px e 0,53).


fig.6: la finestra dell'antemprima di "Unisci come HDR pro"

4. la sezione successiva è quella del Tono e dettagli: se l’esposizione complessiva dell’anteprima vi sembra abbastanza buona e non volete esagerare dando un aspetto troppo “surreale” alla vostra immagine, probabilmente non dovrete muovere troppo il cursoreGamma. Infatti, serve a controllare i mezzitoni e, trascinandolo nelle due direzioni, potrete comprenderne meglio gli effetti (in questo caso, ho mantenuto il valore del Gamma a 1.00). Il cursore Esposizione serve a regolare l’esposizione globale: trascinandolo verso sinistra, l’immagine viene scurita e viceversa (il valore impostato per quest’immagine è di 0.15).




fig.7: la scheda di regolazione della curva luce-ombra per agire sui contrasti

5. il cursore successivo si chiama Dettagli e va utilizzato per aggiungere contrasto ai mezzitoni. E’ agendo su questo che è possibile creare l’aspetto fantasy in stile Harry Potter di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo: impostandolo sul valore del 300% l’immagine comincerà ad acquisire quel tipico “look HDR” per cui tutti sembrano andare pazzi (e la fotografia comincia a prendere il volo verso altri lidi, come la computer graphics, ad esempio… io sono convinto che questa non sia più fotografia, ma avremo il tempo di parlarne). Le ultime due voci, Ombra e Luce, non hanno effetti notevoli, ma risultano comode al bisogno: trascinando il cursore Ombra verso destra, andremo a schiarire i dettagli in ombra (un po’ come una luce di schiarita o un flash fill-in), mentre con lo spostamento verso sinistra del cursoreLuce, scuriremo le parti più luminose della scena (come il cielo plumbeo sullo sfondo della nostra immagine).

6. l’ultima sezione, in basso a dx, presenta due schede: Colore e Curva. Colore contiene i controlli della Vividezza e della Saturazione. Volendo esagerare con lo stile alla Harry Potter potete agire su entrambi, aumentando un bel po’ i relativi valori. Nel caso vi servisse ancora più contrasto, cliccate sulla scheda Curva e “modellate una S”: aggiungete punti alla curva facendo click lungo la diagonale e trascinateli poi verso l’alto o verso il basso (vedi fig.7).




fig.8: risultato della creazione di un file HDR tramite la funizione "Unisci come HDR pro" di Photoshop CS5 (ph.: A. Lo Torto, 2011)

7. cliccando su “Ok”, in basso a destra, il programma elaborerà l’immagine e il risultato (incompleto!) lo potete vedere in fig.8. Nella prossima “lezione” apprenderemo un aspetto di cui molte persone non si rendono conto e che riguarda il processo di post-produzione delle immagini HDR: sì, un secondo ciclo di elaborazione che si completa grazie ad un altro utilissimo plug-in presente in Photoshop CS5, Camera Raw. Vedremo come fare. Inoltre, vi svelerò qualche piccolo trucchetto, utilissimo nel comprendere meglio il funzionamento dell’HDRI. A presto, ALT

P.S. Ricordatevi di salvare l’immagine, mi raccomando! Se volete conservarla in modalità a 16 bit, salvatela come TIFF, altrimenti va bene anche il JPEG.





La tecnica con foto singola:

Avere Camera Raw come filtro significa poter eseguire la gran parte delle regolazioni che ci consente questo plug-in direttamente sulla foto, anche sul singolo livello. Aumentando di fatto le possibilità di regolazione sul singolo livello.
Ho voluto sperimentare questa possibilità per cercare di simulare l’effetto HDR partendo da una singola foto e lavorando su più layers. Per fare questo esperimento sono andato a recuperare delle vecchie foto che ho fatto durante un viaggio a Cambridge, una delle famose cittadelle universitarie poco fuori Londra.

La foto originale è la classica foto scattata senza perdere troppo tempo quando sei in vacanza per testimoniare al mondo o giù di li che hai visitato quel luogo. Ebbene, questo genere di foto sono un ottimo banco di prova per sperimentare nuove cose con i programmi di fotoritocco.

Passo ora a spiegare il procedimento che ho seguito. I parametri che io ho usato nelle varie regolazioni non sono un dogma. Sentitevi quindi liberi di sperimentare con le vostre foto sino ad ottenere il risultato desiderato.

Carichiamo quindi la nostra foto:



E diamo il via alle danze.

1) Duplichiamo il livello background. Così facendo se sbagliamo, o il risultato non ci soddisfa possiamo cancellare il livello duplicato senza distruggere la foto originale. Per duplicare il livello premiamo la combinazione di tasti CTRL+J oppure dal menu Layer —> Duplicate Layer;

2) Apriamo il filtro Camera Raw. Possiamo farlo con la combinazione di tasti SHIFT+CTRL+A oppure dal menu Filter —>Camera raw filter.

Ci ritroviamo quindi dentro la schermata di camera raw. Ecco cosa fare

a) Impostare il valore Highlights a -100, per recuperare tutti i dettagli dalle alte luci (ricordiamoci sempre che stiamo lavorando su un jpg, quindi non aspettiamoci miracoli)

b) Impostare il valore Shadows a +100, per recuperare tutti i dettagli nascosti nelle zone d’ombra.

c) Tenendo premuto il tasto ALT trasciniamo il cursore Whites verso destra (la nostra immagine diventa nera, non preoccupiamoci). Spostare il cursore fino a veder apparire dei puntini bianchi.



d) Passiamo regolare il punto di nero. Premiamo (e teniamo premuto) il tasto ALT e spostiamo verso sinistra il cursore Blacks (questa volta l’immagine diverrà bianca) e procediamo sino a veder comparire dei pallini colorati.



e) Impostiamo i valori di Contrast, Clarity e Vibrance a + 75

f) Ci spostiamo sul pannello Lens Corrections di camera raw e attiviamo la voce Remove Chromatic Aberrations



Bene, effettuate queste operazioni clicchiamo su OK e torniamo a Photoshop giusto il tempo di duplicare questo livello e ritorniamo in Camera Raw filter.

Da Camera Raw filter andiamo nel pannello HSL/Greyscale e attiviamo la voce Convert to grayscale



Ora ritorniamo nel pannello Basic di camera raw e ripetiamo le operazioni a) b) c) d) ed e) del punto 2), dopodichè torniamo in Photoshop e avremo il nostro livello in bianco e nero.

Ora regoliamo l’opacità di questo livello, rispetto a quello sottostante, impostando l’opacità a 38%



Selezioniamo i due livelli copia e li uniamo premendo la combinazione di tasti CTRL+E oppure dal menu Layer —>>Merge Layer.

Perfetto. Ora manca l’ultimo passaggio. Torniamo in camera raw filter dopo aver duplicato il livello. Questa volta in camera raw filter modifichiamo solo i valori di Contrast, Clarity e Vibrance impostandoli a +38, dopodichè andiamo nel pannello EFFECTS e riduciamo, trascinando il cursore verso sinistra, il valore di Amount nella sezione Post Crop Vignetting a piacere. Io amo la vignettatura molto marcata quindi imposto un valore intorno a 45.

Fatta questa operazione clicchiamo su OK e torniamo su photoshop dove uniremo i nostri livelli e salveremo la nuova immagine creata. Ovviamente non salvatela con lo stesso nome dell’originale oppure salvatela in una cartella differente così da non perdere il file originale.

Il processo è finito, ed ecco il risultato finale!



Spero che il risultato sia di vostro gradimento, o che stimoli la vostra fantasia e vi porti a sperimentare con photoshop per scoprire cose nuove.

L’unica cosa che mi preme ricordarvi è di non lavorare mai, quando si tratta di files jpg, sulla foto originale ma creare sempre una copia di lavoro. A scanso di equivoci o perdite indesiderate.


Fonte:
flickr.com/groups/stimep
marcoscotto.it
clubfotografia.com

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