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mercoledì 24 dicembre 2014

Archivio IDEE - Metalli, latte, lattine ed alluminio: Le miniere di ferro si esauriranno tra meno di un 80 anni

Il riciclaggio dei materiali ferrosi è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da ferro per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi.

Gli imballaggi in acciaio, se raccolti assieme ad altre categorie, vanno sottoposti a operazioni di selezione, per separarli dalle altre frazioni, con sistemi magnetici. Seguono operazioni di pulitura, frantumazione, eliminazione dello stagno, ottenendo quindi un materiale pronto per l'acciaieria e/o fonderia. L'acciaio è nuovamente fuso, e trasformato in prodotti siderurgici (semilavorati dell'acciaio). Le industrie trasformatrici dell’acciaio provvedono infine alla lavorazione finale ottenendo nuovi prodotti.

Gli imballaggi in acciaio di grosse dimensioni (i fusti industriali), invece di essere avviati al riciclaggio, possono essere rigenerati, cioè sottoposti a un ciclo di operazioni che hanno come obiettivo il ripristino e la verifica delle caratteristiche del contenitore, rendendolo nuovamente utilizzabile. Le principali fasi sono il ripristino della forma del fusto (risanamento di bordi e ammaccature), pulizia (scolatura, lavaggio, asciugatura), verifica della tenuta e delle superfici interne, spazzolatura esterna e verniciatura. I fusti che nel processo si rivelano eccessivamente danneggiati per essere recuperati sono avviati al riciclaggio, seguendo il percorso descritto in precedenza per i materiali ferrosi.


I materiali ferrosi possono essere riciclati un numero illimitato di volte, con notevoli risparmi di materie prime ed energia.

La notizia è frutto di stime complesse e difficili da verificare. Ma genera interrogativi importanti per tutta l’industria siderurgica mondiale. Cosa succederà quando finiranno le riserve mondiali di ferro? Perché secondo quanto riportato dall’associazione ambientalista consoGlobe, che cita un documento della United Nations Conference on Trade and Development, le miniere di ferro chiuderanno i battenti nel 2087. La causa è il forte consumo da parte della siderurgia globale, in particolar modo della Cina, che minaccia di accorciare sensibilmente la vita delle riserve mondiali. La fine delle riserve provate, probabili e teoriche non significa ovviamente l’esaurimento del ferro nel mondo: il metallo è il quarto elemento chimico presente sul nostro pianeta e rappresenta il 4,75% del volume della crosta terrestre, ma nel 2087 terminerà la possibilità di estrarre il minerale in modo utilizzabile per applicazioni industriali. Sempre secondo le stime della ricerca, per l’industria dell’inossidabile andrà ancora peggio, con il nickel che è destinato ad esaurirsi tra il 2040 ed il 2064.

Le stime della United Nations Conference on Trade and Development non sono condivise da tutti. Alcuni studiosi, come Lester Brown del World-Watch Institute, sono più pessimisti e si aspettano che le riserve di ferro dureranno solamente altri 64 anni, mentre altre fonti credono che sulla terra ci siano ancora 270 miliardi di tonnellate di minerali sfruttabili, una quantità tale da garantire il consumo per più di un secolo. Anche se è un tema che toccherà le generazioni future, più che la nostra, una domanda appare lecita: che succederà al mondo quando finirà il ferro?


E con questo interrogativo vi lascio con questa sfilza di metodi e idee per riciclare nel nostro piccolo il ferro e la latta di tutti i giorni:










 










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