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martedì 17 febbraio 2015

Funghi dai fondi di caffè: chiedete al vostro bar di fiducia di metterli da parte!

Coltivare funghi con i fondi di caffè: come, perché e altre curiosità

Perché i fondi di caffè ?

I fondi di caffè sono un buon substrato per la coltivazione dei funghi perché sono molto nutrienti e quindi si prestano molto alla crescita dei funghi, i quali si alimentano delle sostante nutritive in essi presenti. Inoltre, almeno all’inizio, questi sono sterili viste le alte temperature a cui vengono assoggettati durante la preparazione del caffè. Ovviamente per mantenere questa sterilità i fondi andrebbero conservati opportunamente, magari in dei contenitori puliti e possibilmente anch’essi sterili (basta per es. sterilizzarli con del vapore o con acqua molto calda e poi chiuderli ermeticamente).
Un’altro motivo per cui è interessante coltivare i propri funghi con i fondi di caffè è il fatto che in questo modo ricicliamo questo materiale che di norma è di scarto. Così, oltre alla soddisfazione personale di produrre dei funghi in casa che poi possiamo benissimo mangiare, rispettiamo anche l’ambiente!

Quali funghi si possono coltivare sui fondi del caffè ?

Teoricamente è possibile coltivare vari tipi di funghi come i Pleurotus o i funghi Shiitake, anche se i funghi più semplici da coltivare sui fondi di caffè sono i commestibili funghi Pleurotus (Pleurotous Ostreatus). Questo tipo di funghi infatti sono tra i più facili da coltivare già di per se, quindi si prestano molto anche alla coltivazione con questo particolare substrato.

Come coltivare i funghi sui fondi di caffè

I fondi di caffè  non sono altro che un substrato per i funghi. Stabilito questo concetto è facile comprendere che per coltivare funghi con il caffè è necessario procedere con le normali fasi che si seguono utilizzando altri tipi di substrato:
  1. I fondi di caffè, che devono essere sterilizzati (e come abbiamo detto lo sono naturalmente dopo la preparazione del caffè, ed eventualmente anche dopo se sono stati conservati correttamente), devono essere disposti su un contenitore, preferibilmente di legno (come una cassetta della frutta rivestita da un sacchetto di plastica scuro oppure un apposito contenitore per la coltivazione dei funghi come il Fungo Boxche si può comprare online su Amazon cliccando qui.
  2. I fondi di caffè vanno fatti raffreddare a 20-25 gradi e vanno disposti alternandoli con il micelio del fungo da coltivare (abbiamo detto che il Pleurotus è il più facile da coltivare). Il micelio si può acquistare online o in alcuni negozio di agraria e dovrebbe costare pochi euro (a meno che non ne prendete in quantità industriali!). Dopodichè il tutto va chiuso in un sacco e riposto al buio. Inizia così il periodo di incubazione.
  3. Ci accorgeremo che il substrato è pronto quando il substrato assumerà un colore biancastro e l’odore diventerà gradevole, simile a quello dei funghi. A questo punto possiamo praticare degli intagli sul sacco e porre il tutto alla luce, ma non direttamente sotto i raggi solari. La temperatura deve aggirarsi intorno ai 15-20 gradi e il luogo deve essere preferibilmente ventilato.
Se procediamo con i passi sopra elencati in modo corretto, sopratutto stando attendo all’igiene (non è difficile che il substrato venga contaminato con altri batteri o parassiti se non si sta attenti), dovremmo vedere crescere i nostri funghi in poco tempo!

Altre curiosità sui fondi di caffè

  • Il Comune di Capannori (Prov. di Lucca) ha avviato nel 2013 un progetto che prevede, per la prima volta in Italia, la sperimentazione della coltivazione di funghi commestibili con i fondi del caffè. Il progetto coinvolgerà 450 studenti della scuola primaria Marlia e la scuola secondaria di primo grado di Lammari e prevede varie fasi in cui gli studenti verranno istruiti sul tema dei rifiuti e della coltivazione dei funghi. Ogni studente produrrà poi il proprio substrato con i fondi del caffè e lo lascerà ad incubare all’interno della scuola, per poi procedere alla fruttificazione nelle fasi successive. Durante tutte le fasi i ragazzi verranno affiancati da un esperto. Maggiori informazioni sul progetto denominato “Dal caffè alle proteine” qui.
  • La startup californiana Bttr Ventures (bttr è un acronimo di Back to the roots, cioè “ritorno alle radici”) ha fatto dei fondi di caffè un business. L’idea di questa startup è nata da Alejandro Velez e Nikhil Arora durante le lezioni di business sostenibile alla Business School della University of California. I due, dopo alcune ricerche hanno scoperto che il caffè che beviamo proviene da una piccolissima parte dei chicchi di caffè, circa l’1%. Il resto viene buttato via… un’inutile spreco! Da qui nasce la loro idea di produrre e vendere dei kit per la coltivazione dei funghi con i fondi di caffè, inutile dire che l’idea fu un grande successo, dimostrato dal fatturato di ben 1,4 milioni di dollari nel 2011.  Ma anche l’Italia non è da meno! Annarita Marchionna e Daniele Gioia hanno ottenuto un finanziamento di 10.000 € per un progetto che hanno lanciato e che riguarda sempre la sperimentazione sulla coltivazione di funghi sui fondi di caffè, con un esperimento pilota che ha mirato alla coltivazione dei funghi pleurotus ostreatus e pleurotus eryngii(fungo cardoncello), che dalle analisi condotte dal Centro italiano di analisi sensoriale di Matelica sono risultati migliori dei funghi prodotti attraverso i metodi classici.

Parlaci della tua esperienza!

Stai provando la coltivazione dei funghi sui fondi di caffè oppure stai pensando di iniziare ? Perchè non condividi la tua esperienza con noi ? scrivilo nei commenti dopo il post e fai sapere agli altri utenti come sta andando, oppure seguici!

Coltiva funghi dagli scarti del caffè: il business green tutto italiano


Produrre funghi dallo scarto del caffè. Questa l’idea sostenibile di una coppia lucana:
"I bar buttano via una quantità impressionante di fondi del caffè che possono anche essere usati come ammendanti (fertilizzanti che migliorano il suolo, ndr). Allora abbiamo fatto qualche esperimento per far crescere funghi. Ho frequentato la facoltà di agraria e sapevo come fare. Risultato: un prodotto che si cucina più facilmente, che dura nel tempo e dalle forti proprietà aromatiche spiega il nostro intervistato."
Dopo la scoperta hanno iniziato le prime coltivazioni domestiche e a partecipare a competizioni del settore. Finalisti degli Oscar Green (la competizione per startup sostenibili promossa da Coldiretti, ndr) hanno ricevuto un finanziamento bancario di 50mila euro grazie all’aiuto di Coldiretti, affittato un capannone e sono partiti:
"La nostra filiera è cortissima. Vendiamo a ristoranti che condividono la nostra filosofia del km zero. Oggi produciamo 800 chili al mese di alcune varietà di funghi (cardoncello, pennella, pioppino…) e li vendiamo a un prezzo che va dai 7 ai 10 euro al chilo."
Il materiale lo recuperano da una quindicina di bar con cui hanno preso accordi:
"Passiamo a prenderlo ogni due settimane per far partire la produzione nel capannone. Coltiviamo anche a campo aperto su tre ettari di terreno."
Ancora piccoli non hanno la forza di esportare il prodotto in altre regioni. Ci sarebbe poi il rischio di far perdere al fungo la sua freschezza. Allora Daniele si è inventato un modo originale per riuscirci:
"Abbiamo ideato dei kit: chi li compra può, seguendo poche istruzioni, produrre funghi freschi a casa sua e mangiarli come se giungessero direttamente dai campi."

Un po di spiegazioni

Le fasi della coltivazione dei funghi:
Se sei qui probabilmente è perchè vuoi sapere come coltivare funghi, in casa, per hobby e/o per gustare dei prodotti genuini, oppure in modo professionale perchè magari vuoi iniziare un’attività di commercio.
Per coltivare funghi, il substrato dovrà essere sottoposto a varie fasi:
Fase n. 1: Fermentazione, il composto ottenuto è appetibile per i funghi.
Fase n. 2: Pastorizzazione, il composto, a fermentazione avvenuta, subisce degli sbalzi termici.
Fase n. 3: Semina, il composto viene innestato con il micelio del fungo. Al termine della semina il composto viene imballato in blocchi avvolti con un film in plastica e portati alla fungaia del coltivatore che li ripone nelle stanze adibite alla coltivazione. Qui, viene mantenuto per 13/14 giorni ad una temperatura di 25°C.
Fase n. 4Incubazione, il substrato è stato invaso dal micelio del fungo. Il substrato diviene più chiaro, sovrastato da uno strato molto leggero e trasparente di muffa bianca e l’odore diventa gradevole.
Fase n. 5: Incubazione, maggiore capacità produttiva. Il terreno, adesso, viene appiattito, compresso e rivestito di un terricciato adatto.
Il substrato viene mantenuto, per altri 10 giorni ad una temperatura di 25°C. Passati i 10 giorni, è giunto il momento per favorire le condizioni idonee alla fuoriuscita dei funghi. Per facilitare ciò, la temperatura nella stanza viene diminuita 16/18°C, per eliminate l’anidride carbonica si dà inizio alla ventilazione della stanza con aria proveniente dall’esterno.
Finalmente è arrivato il giorno tanto desiderato dal fungicoltore: i letti di coltura sono ricoperti da tanti piccoli funghi, che giorno dopo giorno, crescono sempre di più. E’ giunto finalmente il giorno della prima raccolta, suppergiù dalla semina sono passati 36 giorni.
Coltivare funghi a casa con dei semplici kit:
Con dei semplici kit fai da te adesso è facilissimo coltivare funghi a casa, magari sul balcone: saranno anche viste dai vostri ospiti come una forma di arredamento, ma a differenza dei fiori, sarà possibile assaporarli.
Come fare?
  1. innanzitutto, si sceglie il seme della specie fungina da voi prescelta
  2. è opportuno immergere il kit in acqua piuttosto tiepida, far sgocciolare e spargere sopra il seme.
  3. Fatto ciò dovete chiudere il kit in un sacchetto di plastica e mantenere una temperatura costante di 25°C per circa un mese, fino a quando non viene ricoperto da una muffa bianca, badate bene, esclusivamente le radici dei funghi.
  4. è arrivato il momento di aprire la busta e mantenere il pannello ad una temperatura che oscilla tra i 12° e 25°, tenerlo in penombra, è possibile collocarlo sia all’esterno che in casa.
  5. bagnate molto frequentemente il pannello
  6. dopo circa un mese, è arrivato il momento della raccolta
I prezzi dei kit variano a seconda del fungo che preferite coltivare.
E VOI CHE NE PENSATE? CI PROVERETE?

Fonte:
millionaire.it
coltivarefunghi.it

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