Google+ Applicazioni Grafiche: TSU il nuovo social americano: tra guadagno e truffa? Chiariamoci le idee

martedì 28 aprile 2015

TSU il nuovo social americano: tra guadagno e truffa? Chiariamoci le idee

La nuova frontiera dei social network arriva dall'America ma cos'è?



Tsu è un social network gratuito che prende una grafica e delle funzioni simili a Facebook. Sembra una copia di Facebook, anche se molte funzioni devono essere ancora sviluppate per diventare una copia perfetta.
La particolarità? I pagamenti alla piattaforma sono redistribuiti per il 90% con i suoi utenti.
Vieni pagato per pubblicare contenuti che Tsu poi monetizza in seguito e il grosso viene dalla pubblicità.
Quindi se Tsu mette della pubblicità attorno ai tuoi contenuti, tu vieni pagato. L’algoritmo del pagamento splitta il 90% del guadagno generato e lo distribuisce ai membri di Tsu.
Il 10% viene trattenuto da Tsu per le spese e il mantenimento dei server, dello staff etc…

Tutto il mondo usa Facebook, nonostante tutto. Nonostante i problemi di privacy, le pubblicità invadenti, i crash continui, le App che non funzionano come dovrebbero. Nonostante molti affermino di odiarlo e di non poterne più di like, condivisioni e bacheche. Nonostante tutto questo, Facebook resta il social network più importante al mondo, e tutti coloro che vogliono spodestarlo devono accontentarsi delle briciole, e sperare di avere l'idea geniale che li aiuti a fare il grande salto.

Nel caso di Tsu, l'idea geniale in questione è semplice: farvi sorridere di gioia ogni volta che vedete comparire una pubblicità. Perché? Perché Tsu vuole far partecipare i propri utenti ai dividendi degli ad online, incoraggiandoli così a postare, condividere, navigare e invitare gli amici a unirsi alla grande famiglia. 

Se vuoi provarlo Iscrivetevi tramite questo LINK

La società alle spalle di Tsu

Non ci sono molte informazioni sull’azienda alle spalle di Tsu.
Tsu.co è stato registrato il 21 luglio 2010. Il 28 gennaio 2014 i dettagli sulla registrazione sono stati aggiornati. Le informazioni sul dominio sono private.

I fondatori dell’azienda sono:
• Sebastian Sobczak (Chief Executive Manager).
• Drew Ginsburg (VIP of Business Development).
• Thibault Boullenger (Co-Founder).


Tutto quello che si sa su di loro è che Sebastian Sobczak ha investito 8 milioni di dollari nella piattaforma.

I pagamenti

Quindi il 90% dei guadagni di Tsu vanno agli utenti della piattaforma. Come?
Il 33% del totale del guadagno distribuito va all’affiliato che con il suo profilo social ha postato il contenuto.
Ogni livello sopra di lui percepisce il 33% del rimanente 66%



Il piano di compensi si basa sui livelli e le commissioni vengono pagate secondo quella che Tsu definisce come “la regola dei terzi infiniti” Puoi riscattare i soldi nel tuo account quando arrivi almeno a 100 $.

E’ un modello di pagamento legittimo?

E’ difficile capire se il loro modello di pubblicità e di pagamento è legittimo. Un sito che dice di voler condividere il totale delle entrate del sito lo fa ogni giorno con ogni utente sarebbe una buona cosa. Questo implica che avrete una parte attiva nella vostra pubblicità con i vostri contenuti o con quelli realizzati specificatamente per gli utenti che invitate. Possiamo che sperare che sia così. Tanto cosa abbiamo da perdere? Facciamo già tanta pubblicità gratis a Facebook perché non farne ad un altra compagnia? ora mai i nostri dati sono ovunque tanto che il fondatore di Facebook negli scorsi anni ha ricattato il governo. Ha chiesto risorse monetarie per mantenere i nostri dati privati e non farli pervenire alle aziende. In ogni caso è un valido social su cui spammare i propri contenuti come su Facebook od altri, tanto vale avere un canale in più, sopratutto se poi prenderà piede. 


La verità e che al mondo niente è gratis e per guadagnare c'è da spaccarsi la schiena, probabilmente l'unico che si farà i soldi in tutto questo è il suo fondatore ed una ristretta cerchia che comunque ha lavorato per mettere su il sistema del social.

A Tsu, poi, si accede solo tramite invito, e naturalmente ogni invito andato a buon fine è monetizzabile. L'idea è di attirare sia utenti "normali", sia celebrità con un forte seguito social, che potrebbe significare, per loro e per la compagnia di New York, ricavi consistenti. E meritati, visto che, secondo Tsu, i contenuti social che creiamo ogni giorno sulle nostre bacheche Facebook, sulle timeline di Twitter o postando foto su Instagram sono opera nostra, e non dovrebbero restare fonte di profitto (solo) per chi fornisce il servizio. Volete sapere se funziona?


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