Google+ Applicazioni Grafiche: Vorrei aprire un negozio online per la vendita di t-shirt. E la partita IVA? Si può fare Senza?

venerdì 25 settembre 2015

Vorrei aprire un negozio online per la vendita di t-shirt. E la partita IVA? Si può fare Senza?

Mi è sempre piaciuta l'idea di aprire un negozio online e vendere magliette disegnate da me. Cosa devo fare però per essere in regola? Considerando che non si abbia un volume di vendite sul momento? Ci sono vie per farlo senza aprire la partita IVA che sarebbe solo un costo all'inizio? Tutelarci da spese inutili è importante quando si apre una nuova attività.

«La T-shirt è la forma basica del vestire occidentale. Quando si è affermata nella moda, tutti i brand ne hanno intuito le enormi potenzialità commerciali: non ha problemi di taglia né di stagionalità (si vende tutto l’anno), è realizzata in un materiale confortevole, il jersey, ed è il capo più facile da personalizzare perché si presta bene alla stampa»


VEDIAMO QUALI SCELTE ABBIAMO



Un proprio e-coommerce autonomo:
Un sito di e-commerce autonomo prevede per forza l'indicazione del numero di partita Iva, oltre alla denuncia gratuita da farsi al Comune (sportello attività produttive) se si predispone una vetrina con tanto di indicazione dei prezzi e sistema di vendita vero e proprio (carrello elettronico, pagamento ecc…).

Un e-commerce dedicato in stile Fotolia:
Esistono shop dedicati, dove a occuparsi di tutto è la piattaforma e tu inserisci solo il design. Funzionano come inizio, come piattaforma di vendita occasionale da dove partire per capire il target, appena si supera la soglia del commercio occasionale (5mila euro in un esercizio) è opportuno passare a un e-commerce dedicato tuo corredato da partita iva.... oppure puoi rimanere sul sito acquisendone le premium features e includendo la tua partita iva nelle info di contatto. (Il funzionamento di questi e-commerce e simile a quello di Fotolia, per chi la conosce, puoi compare le magliette o aprirti la tua bacheca dove esporle come si fa con le fotografie sui microstock).

Vi posso consigliare tre siti principali, il terzo è il più conosciuto ultimamente, ma il più difficile da conquistare




Due parole su threadless:

Nel 2000 lo studente americano Jake Nickell partecipa a un concorso online per disegnare una T-shirt. Lo vince e conosce Jacob de Hart, un altro partecipante. Decidono di organizzare un contest, in cui però la maglietta vincitrice può essere realizzata e venduta. Nasce così Threadless, la più grande community del mondo di artisti che disegnano T-shirt. Chiunque può proporre il proprio disegno sul sito, dove è disponibile un template con tutte le dritte. Le idee sono votate dalla community, e quelle che ricevono più voti sono vendute sul sito a 18 dollari. Gli artisti “vincitori” (più di 300 all’anno) guadagnano 2mila dollari in contanti, un buono da 500 dollari per l’acquisto di T-shirt e 500 dollari ogni volta che si procede a una ristampa delle loro magliette. Le sue T-shirt si vendono sempre perché è la stessa community a decidere quali produrre.

E se i volessi un App?
Potreste anche approfittare di una "Nuova" applicazione chiamata Depop essa permette con una certa facilità ed un immediatezza tipica della applicazioni mobili ben fatte, di fotografare un qualunque oggetto in tuo possesso ( in questo caso le tue/vostre magliette ) e pubblicarle all'interno di un proprio profilo permettendone la visualizzazione condivisione e l'acquisto immediato attraverso i classici canali di pagamento elettronico.


In ultimo parlando con un consulente legale, vi invito a prendere in seria considerazione la possibilità di crearvi una APS (associazione di promozione sociale) che può dotarsi di partita Iva e può fare anche un po' di attività commerciale. Considerando le caratteristiche di quel tipo di associazione potreste "sfruttare" la finalità sociale sia per fini nobili, ma anche per acquisire maggiore credibilità e visibilità.

Quindi quale è la soluzione per 
vendere online senza partita iva?
Diciamo che non vi è una vera e propria soluzione, e la discriminante è sicuramente l’abitualità di tale attività di vendita (che ovviamente è discrezionale). Nel caso di vendita di qualche prodotto può quindi essere sufficiente redigere una semplice ricevuta(senza indicazione di ritenuta d’acconto, in quanto non si tratta di prestazioni professionali e/o di servizi, da non considerare nemmeno il limite di 5.000 euro per tali prestazioni occasionali) da dichiarare poi fra i redditi diversi in UNICO.

Ti ricordiamo che questo articolo non è una consulenza legale, ma è stato redatto solo a titolo informativo, quindi la redazione di Applicazioni Grafiche Blog e i suoi scrittori declinano ogni tipo di responsabilità dell'uso che farete di queste informazioni.

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